Crittografia: il cifrario di Cesare

Gaio Giulio Cesare

Il cifrario di Cesare è uno dei più antichi algoritmi crittografici di cui si abbia traccia storica. Si tratta di un cifrario a sostituzione monoalfabetica, nel quale a ogni lettera del testo in chiaro viene sostituita, nel testo cifrato, dalla lettera che si trova un certo numero di posizioni dopo nell’alfabeto. Questo tipo di cifrario viene detto anche cifrario a sostituzione o cifrario di scorrimento a causa del modo di operare: la sostituzione avviene lettera per lettera, scorrendo il testo dall’inizio alla fine.

Grazie a Svetonio sappiamo che Giulio Cesare utilizzava questo cifrario per proteggere i suoi messaggi. In Genere, il generale romano utilizzava una chiave di 3 per cifrario, come nel caso delle truppe comandate da Quinto Tullio Cicerone. Al tempo era sicuro perché gli avversari spesso non erano in grado di leggere nemmeno un testo in chiaro, figurarsi uno cifrato. Inoltre, non esistevano metodi di crittoanalisi in grado di rompere tale codice, per quanto banale.

Ottaviano Augusto, nipote di Cesare, usò questo cifrario con chiave 1, ma senza ripartire da sinistra in caso di fine dell’alfabeto. Quindi scriveva B per A, C per B, ma utilizzava AA per Z.

A partire dall’XI secolo, con la scoperta dell’analisi delle frequenze dovuta al matematico arabo Al-Kindi, tutti i cifrari di questo tipo divennero molto semplici da rompere. Nessuno di questi cifrari è sicuro allo stato attuale della tecnologia, né lo è stato negli ultimi mille anni. Tuttavia, una variante di questo cifrario, chiamata ROT13, è ancora oggi utilizzata per offuscare parti di un messaggio in modo da non renderle immediatamente comprensibili.

Schema del cifrario di Cesare

Qui sotto un esempio di trascrizione della famosa frase che Cesare, secondo la tradizione, pronunciò in occasione della vittoria riportata il 2 agosto a.C. contro l’esercito di Farnace II del Ponto a Zela, nel Ponto.

Esempio: cifratura della locuzione 
VENI, VIDI, VICI

A  B  C  D  E  F  G  H  I  L  M  N  O  P  Q  R  S  T  U  V  X  Y  Z
D  E  F   G  H  I  L  M  N  O  P  Q  R  S  T  U  V  X  Y  Z  A  B  C

[nella riga in alto l’alfabeto in chiaro, in quella sotto l’alfabeto scritto con chiave 3]

Il nostro testo diventa così:

ZHQN ZNGN ZNFN

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